Museo Archeologico di Novara

Castelletto sopra Ticino (NO)

Reperti rinvenuti

Prima età del ferro

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Età romana

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Preistoria: dal neolitico all'età del bronzo

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Seconda età del ferro

Castelletto sopra Ticino (NO)

I più antichi reperti ritrovati a Castelletto Ticino conservati al museo di Novara sono quattro spilloni dell’età del Bronzo.

Il nucleo più corposo dei materiali provenienti dal territorio comunale, però, è databile alla prima del Ferro quando nell’area si sviluppò la cosiddetta “Cultura di Golasecca”, di cui Castelletto fu uno dei centri principali. I reperti provengono tutti da contesti funerari e sono stati in parte acquistati e in parte donati negli ultimi decenni dell’Ottocento. Gli scavi e i ritrovamenti furono seguiti soprattutto dall’antiquario Carlo Marazzini, che negli stessi decenni era stato autore delle scoperte nella vicina località Cascinetta di Varallo Pombia. Grazie anche alla sua amicizia con l’archeologo Pompeo Castelfranco, contribuì in modo determinante alla scoperta della Cultura di Golasecca, scavando oltre che a Castelletto anche a Sesto Calende. Il Marazzini, però, spesso vendeva a privati collezionisti o a musei (come è il caso di Novara) il materiale ritrovato.

Di tutti i reperti conservati a Novara, in alcuni casi si riescono a ricostruire le associazioni di materiali e i nuclei dei contesti funerari originari (grazie anche al lavoro scientifico di revisione dei dati svolto dagli archeologi Gambari e Malnati in tempi più recenti), altri, invece, restano ritrovamenti sporadici. Si può, inoltre, osservare l’evoluzione della composizione del corredo funerario delle tombe che erano tutte a cremazione e in cui gli elementi ricorrenti sono l’urna cineraria decorata con motivi geometrici e il ‘vasetto accessorio’. A questi si aggiungono altri oggetti che permettono di distinguere le sepolture femminili da quelle maschili e determinare il loro grado di ricchezza.

Una delle principali zone di necropoli era quella del “Motto della Forca”, dove sono state ritrovate sia tombe già sconvolte sia integre nella loro struttura e nei corredi; i materiali coprono un arco di tempo che va dal IX al VI sec. a.C. Al Museo novarese  è pervenuta anche la struttura di una delle sepolture intatte: è la ‘tomba AA’ costituita da lastre litiche, contenente solo vasellame ceramico oltre all’urna cineraria e databile alla seconda metà del VI a.C. Tra gli oggetti di corredo del cosiddetto ‘complesso E’, oltre al vasellame ceramico si fa notare la presenza di perline di collana in ambra. Molto belli sono anche un bacile in lamina di bronzo e una parure di 47 armille sempre in bronzo da un corredo di VI secolo.

Altri reperti di VIII-VII sec. a.C. provengono da un’altra grande area di necropoli, quella della Baraggia dove si sono potuti distinguere diversi nuclei tombali: la tomba F (VII sec. a.C.), ad esempio, conservava una lunga catenella con pendagli formati da elementi fusiformi terminanti con globetti; dal ‘complesso Y’ (VII sec. a.C.) arrivano i tre bei bracciali in bronzo a capi aperti.

Altre due aree funerarie sono state individuate in località Motto Fontanile (tomba di fine VII sec. a.C. con coppe ad alto piede) e Valloni: la ‘tomba A’ della prima metà del VII sec. a.C. ritrovata in quest’ultima località è, tra l’altro, la prima sepoltura acquistata dalla Società Archeologica Novarese nel 1877.

Di tanti altri corredi funerari ricostruibili nella loro composizione mancano purtroppo indicazioni sulla specifica località di provenienza. 

Tra gli oggetti di corredo che componevano le sepolture, oltre alle urne cinerarie e ai bicchieri accessori, il museo conserva parecchi rocchetti e fusaiole in ceramica che rimandano all’attività prettamente femminile della filatura e della tessitura. C’è, poi, tutta una serie di ornamenti metallici, quali fibule di varia tipologia, fermagli di cintura bronzei decorati, spilloni, collane.

Sempre grazie all’intervento di Marazzini e successivamente di Antonio Rusconi, al museo giunse anche un piccolo lotto di materiali di epoca romana di I-III sec. d.C. pertinenti a corredi funerari. Si tratta di alcune lucerne decorate, di varie forme di vasellame ceramico e di balsamari in vetro colorato; tra gli oggetti di ornamento si trovano vaghi di collana in faience, elementi decorativi in bronzo a forma di mano e di mezzaluna e spilloni in osso.

Bibliografia

GAMBARI F.M. - MALNATI L., Corredi della prima età del Ferro da Castelletto Ticino al Museo Civico di Novara, in Studi di Archeologia dedicati a Pietro Barocelli, Torino 1980, pp. 27-53.

Museo Novarese. Documenti, studi e progetti per una nuova immagine delle collezioni civiche, Catalogo della mostra, a cura di M.L. Tomea Gavazzoli, Novara 1987, pp. 115-118.

UGLIETTI M.C. 1980, Guida al Museo Archeologico di Novara, Novara, pp. 15, 18-29.

SPAGNOLO G., Lucerne del Museo di Novara, in Studi di Archeologia dedicati a Pietro Barocelli, Torino 1980, pp. 209, 213.

Tra Terra e acque. Carta Archeologica della Provincia di Novara, a cura di G. Spagnolo Garzoli, F. M. Gambari, Novara 2004, pp. 256-277.

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