Museo Archeologico di Novara
Pietro Caire
Erudito, numismatico, collezionista e donatore
Biografia
Pietro Caire, medico chirurgo novarese e appassionato studioso di monete, medaglie e sigilli, fu autore della primissima donazione di reperti archeologici a un’istituzione pubblica della città. Egli infatti nel 1863 conferì alla Biblioteca Civica, istituita nel 1852, un lotto di 34 reperti e, negli stessi anni, elargì varie monete al medagliere pubblico, che si andava costituendo presso il Palazzo Civico di Novara.
Il cavalier Caire fu tra i soci della stessa Società Archeologica pel Museo Patrio fin dalla sua costituzione nel 1874 e ad essa continuò ad assicurare, oltre a donazioni di monete, medaglie e reperti, le sue conoscenze nei settori della numismatica (studio delle monete) e della sfragistica (studio dei sigilli).
La raccolta archeologica donata nel 1863 alla Biblioteca confluì nel 1886 nel Museo Patrio della Società Archeologica. La selezione di reperti è rappresentativa degli interessi e dei gusti del collezionista: le ceramiche etrusche, etrusco corinzie e greco-italiche sono presumibilmente frutto dei suoi viaggi. Sappiamo infatti anche da altre successive donazioni, che era sua abitudine effettuare acquisti e quindi donarli al Museo, poiché il Registro Doni annota che in occasione di una visita a Roma comprò “un pezzo di marmo delle terme di Caracalla”.
Una categoria privilegiata nella sua collezione sono senz’altro le lucerne romane, di cui dona ben otto esemplari, alcuni marcati. La presenza dei marchi di fabbrica potrebbe essere stata una delle motivazioni che spinsero Caire a raccogliere questi reperti, considerando che fu fortemente orientato allo studio del ‘messaggio scritto’ anche sulle monete e sui sigilli. In questi campi non solo fece elargizioni di oggetti, ma anche di pubblicazioni specialistiche, di alcune delle quali era egli stesso autore. In particolare nel settore della sfragistica pubblicò un approfondimento pionieristico sui sigilli novaresi, destinato a rimanere per oltre un secolo l’unico studio su questa materia.
Le altre successive donazioni denotano, oltre al prevalente interesse numismatico, un’attenzione nascente verso l’archeologia del territorio, poiché si annoverano alcune ceramiche, tra cui un bicchiere accessorio dell’età del Ferro, provenienti da Revislate (inv. 60-61-62) donate nel 1878; un frammento di piastrella pavimentale e un martellino in ferro trovati negli scavi dell’antica chiesa di San Gaudenzio a Novara (inv. 1590-92); oggetti rinvenuti “attorno a Novara”, tra cui una punta di freccia in selce (inv. 808).
In materia prettamente archeologica non produsse pubblicazioni ad eccezione di un articolo per gli Atti della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti, che è di un certo interesse poiché descrive le circostanze di ritrovamento di un ripostiglio di monete e gioielli rinvenuto a Ghemme nel 1881 e donato al museo dallo scopritore nel 1882; in questo testo si sofferma anche sui materiali acquistati dal Museo e provenienti dalla necropoli longobarda di Borgo Vercelli e chiude infine presentando due oggetti da lui acquistati sul mercato antiquario (purtroppo non donati al Museo Patrio…): un anello “maritale romano” in oro rinvenuto nei pressi di Oleggio e una croce in oro longobarda già facente parte di un corredo rinvenuto a Sozzago e composto anche da lancia e scramasax, andate perdute. Non è noto dove oggi si trovino i due preziosi reperti posseduti dal collezionista.
(a cura di Elena Poletti Ecclesia)
Bibliografia di riferimento
Caire P., Di una moneta inedita della città di Novara raccolta e descritta, Novara 1861.
Caire P., Intorno alla pubblicazione del Promis: Monete del Piemonte inedite o rare, Novara 1871.
Caire P., Di una moneta di Pisa ed altra di Bologna trovate presso Novara in giugno 1873. Digressione, Novara 1873.
Caire P., Numismatica e sfragistica novarese. Memoria l, II e III, Novara 1882.
Caire P., Scoperte nel Novarese, in “Atti della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti”, IV (1883-1885), pp. 311-316.
Caire P., Dello scuto d’oro e d’argento in Italia nei secoli XV e XVI, BSPN IV (1910), pp. 17-35.