Museo Archeologico di Novara

Pietro Barocelli

Pietro Barocelli

Archeologo, soprintendente, studioso

Modena , 1887 — Torino , 1981

Biografia

Nato a Modena nel 1887, Pietro Barocelli si trasferì con la famiglia a Torino, dove nel 1911 conseguì la laurea in Egittologia sotto la guida di Ernesto Schiaparelli, all’epoca Direttore del Museo Egizio di Torino e Soprintendente della Regia Soprintendenza degli Scavi e dei Musei Archeologici per il Piemonte e la Liguria.


Dopo la laurea, Barocelli fu nominato ispettore presso il Regio Museo delle Antichità, incarico assunto a partire dal 1° agosto 1912, ricoprendo contestualmente il ruolo di ispettore per la Regia Soprintendenza. In tale veste, avviò un’intensa attività di ricerca e tutela del patrimonio archeologico del territorio regionale. Il suo impegno si concentrò sull’archeologia preistorica, protostorica e classica, in un’area di competenza particolarmente estesa, che per alcuni anni incluse anche la Lombardia.


Pur avendo indagato numerosi siti di età romana – tra cui Aosta, i valichi del Piccolo e del Gran San Bernardo, Ventimiglia e Libarna – Barocelli è ricordato anche per i suoi contributi fondamentali alla conoscenza della cultura di Golasecca, in particolare nei siti di Ameno e San Bernardino di Briona. Di rilievo è altresì il suo impegno nella sistematica documentazione delle incisioni rupestri della Valle delle Meraviglie, ai piedi del Monte Bego, un’area già oggetto di attenzione scientifica dalla seconda metà del XIX secolo.


Caratteristica distintiva della sua attività fu l’applicazione di una rigorosa metodologia sul campo, accompagnata dalla puntuale pubblicazione dei risultati. Il suo apporto si rivelò determinante per l’approfondimento della storia antica del Piemonte e per l’affermazione della disciplina archeologica nella regione.


Nel 1929, alla morte di Ernesto Schiaparelli, fu nominato reggente della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e della Liguria, incarico che mantenne fino al 1933, quando assunse la direzione del Museo di Antichità di Parma. L’anno successivo fu chiamato a dirigere il Museo Preistorico ed Etnografico Luigi Pigorini di Roma. A partire dal 1941 e per i successivi tredici anni, operò come Soprintendente alle Antichità di Roma V.


Parallelamente, a partire dall’anno accademico 1940/41, fu incaricato dell’insegnamento di Paletnologia e Antichità italiche presso l’Università di Roma, dove rimase fino al 1957.


Con il pensionamento, si stabilì nuovamente a Torino, riprendendo le ricerche sulle antichità piemontesi. In riconoscimento del suo contributo scientifico, nel 1980 la Soprintendenza Archeologica del Piemonte, su iniziativa della Soprintendente Liliana Mercando, gli dedicò il volume Studi di archeologia dedicati a Pietro Barocelli.


Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1981, nel 1984 gli eredi donarono alla Soprintendenza l’intero corpus documentario raccolto nel corso della sua carriera. Tale fondo, oggi custodito presso l’archivio della ex Soprintendenza Archeologia del Piemonte, è noto come Fondo Barocelli ed è un’importante risorsa per la storia degli studi e della tutela archeologica in Piemonte e in Italia.

(a cura di Francesca Garanzini)

Bibliografia di riferimento

Andrea Arcà 2012, Piero Barocelli, l’archeologo delle Meraviglie Un pioniere dell’archeologia rupestre italiana ed europea, in Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte, 27, pp. 77-100.


Francesco Rubat Borel 2015, Pietro Barocelli (1887-1981) e la Regia Soprintendenza Archeologica del Piemonte (1912-1933), in 150 anni di Preistoria e Protostoria in Italia, a cura di Alessandro Guidi, Firenze, pp. 885-890.


Studi di archeologia dedicati a Pietro Barocelli, Torino 1980.

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