Museo Archeologico di Novara
Giovanni Battista Morandi
Storico, direttore Museo Civico
Novara , 1876 — Carso , 1915
«Il Morandi aveva conoscenze larghe e sicure e sapeva rintracciar bene e senza esitazione le fila, talvolta poco visibili, di qualsiasi evento o costume cittadino con altri remoti, coordinare il materiale documentario di Novara con quello delle città vicine e lontane, di ogni tempo e di ogni regione»
(F. Gabotto, Lo storico di Novara, 1915)
«Perché il Morandi non era uno studioso di cose locali tutto chiuso nella sua stessa cerchia delle mura cittadine che lavorasse isolandosi dalle correnti degli studi storici generali. Egli sapeva esaminare e studiare i documenti ed i fatti della storia locale, in relazione ai fatti ed agli istituti della storia generale, ed alla luce dei risultati più recenti della critica storica»
(A. Lizier, G.B. Morandi, 1915)
Biografia
Giovanni Battista Morandi, pseudonimo di Battista Pietro Morandi, nacque a Novara il 3 dicembre 1876 da Cesare, insegnante, e Clementina Cucchi. Dopo aver conseguito la maturità classica presso l’Istituto Carlo Alberto, si iscrisse alla Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Torino come alunno interno del Collegio Caccia.
Insofferente alle rigide dinamiche dell’insegnamento universitario dell’epoca, nelle lettere alla famiglia si rammaricava di non essere un buon studente e di avere problemi di attenzione e costanza nello studio. Per questo motivo, nel 1897, insieme ad alcuni amici lasciò l’università e si arruolò nella milizia alpina. Terminato il periodo obbligatorio di servizio, si congedò con il ruolo di sottotenente e riprese gli studi. Fu richiamato temporaneamente alle armi nel 1903; al rientro si trasferì all’Università di Genova, dove fu allievo dello storico Ferdinando Gabotto e si laureò in Lettere.
Tornato a Novara, si dedicò da autodidatta allo studio della storia cittadina. Negli elogi funebri degli studiosi ed eruditi novaresi che lo conobbero, viene ricordato come una persona dal carattere mite, timido, più propenso a dedicarsi con riservatezza alle indagini sulla storia locale che ad emergere pubblicamente. Il suo obiettivo era quello di arrivare a scrivere una storia completa della città di Novara. Il suo metodo di studio era basato su una rigorosa ricerca documentaria: grazie alla continua esperienza di lettura e trascrizione di testi manoscritti, affinò le sue doti di paleografia, diventando uno degli studiosi più esperti del patrimonio archivistico novarese. Era inoltre attento a rapportare sempre i suoi studi locali con contesti più ampi, così da tracciare utili quadri cronologici e territoriali di riferimento.
Entrato in confidenza con Raffaele Tarella, direttore della Biblioteca Civica, se ne guadagnò la stima e l’affetto. Nel 1904-1905, quando il Consiglio Comunale decretò l’unione della Biblioteca Civica alla Biblioteca Negroni, donata al Comune da Carlo Negroni alla sua morte, G.B. Morandi, insieme ad Alessandro Viglio, fu incaricato di catalogare tutte le opere per la consegna ufficiale all’Amministrazione Comunale.
La dimestichezza e la perizia con i materiali archivistici e artistici novaresi gli fruttarono altri numerosi incarichi di catalogazione. Tra i mesi di dicembre 1906 e di febbraio 1907, la Giunta Comunale lo incaricò di redigere l’inventario del Museo Civico e di provvedere, insieme all’avvocato Ettore Silva, alla consegna del Museo stesso all’amministrazione della Biblioteca Negroni. Nel 1908, la fabbrica Lapidea di San Gaudenzio gli affidò l’incarico di inventariare gli oggetti artistici esistenti nella basilica; lo stesso fecero l’Ospedale Maggiore e il Capitolo della Cattedrale.
La sua passione per la storia novarese toccava i più svariati argomenti. Attraverso le carte personali donate al Museo Civico dai famigliari dopo la sua morte ed ora conservate presso l’Archivio di Stato di Novara e le pubblicazioni a stampa, è possibile ricostruire i suoi interessi in materia di storia del costume novarese, araldica, pittura e storia risorgimentale. Tra i suoi lavori, vanno sicuramente ricordate le monografie L’Ospedale Maggiore della Carità di Novara (1907) e Il castello di Novara dalle origini al 1500 (1912).
Dopo aver caldeggiato l’istituzione di una Società Novarese di Storia e Arte, nel 1907, con il sostegno dell’editore G. Cantone, fondò il Bollettino Storico per la Provincia di Novara e ne divenne il primo direttore; la maggior parte della sua produzione scientifica fu affidata ai saggi editi nelle pagine del Bollettino.
Nel luglio 1909, durante la catalogazione del patrimonio artistico e archeologico del Museo Civico, venne nominato direttore temporaneo su proposta dello storico novarese Augusto Lizier, all’epoca responsabile dell’Archivio Comunale. In seguito al riordino delle collezioni e all’allestimento di nuovi locali, il 16 gennaio 1910 il Museo Civico venne riaperto al pubblico e poco tempo dopo, nell’aprile 1911, G.B. Morandi venne confermato nel ruolo di direttore. Si prodigò per incrementare le collezioni novaresi e riportare l’attenzione sul loro valore. Nei primi mesi della sua direzione, si dedicò allo studio del medagliere e delle monete provenienti dalle zecche novaresi, impegnandosi per accogliere nel Museo le monete d’oro provenienti dal Tesoretto di Ponzana; si attivò, inoltre, per l’acquisizione di reperti da San Bernardino di Briona, Sillavengo, Pombia e Vespolate.
La sua dedizione per la ricerca archivistica lo portò a riordinare e pubblicare diversi fondi degli archivi novaresi. Per la collana della Biblioteca della Società Storica Subalpina, pubblicò nel 1913 Le carte del Museo civico di Novara (881-1346), trascrizione del materiale pergamenaceo acquisito dal Museo civico novarese, in gran parte ereditato dalla Società Archeologica. Nella stessa collana, tra il 1913 e il 1915, in collaborazione con F. Gabotto, A. Leone, A. Lizier e O. Scarzello, pubblicò i primi due volumi de Le carte dello Archivio Capitolare di Santa Maria di Novara. Il terzo volume, al quale aveva collaborato, uscì postumo nel 1924.
Dopo l’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale, nel giugno 1915 gli venne concesso dal Comune un congedo straordinario per richiamo alle armi con il grado di capitano. Poco prima della sua partenza, il 31 gennaio 1915, era stato nominato Socio corrispondente dalla Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti.
Morì il 15 novembre 1915 sul Carso, colpito alla testa da un cecchino, come racconta A. Viglio: «Un mattino levò la testa per esplorare le mosse dell’avversario; una mitragliatrice gli scagliò la morte. Così cadde nel silenzio, per un atto di semplice e sublime dispregio del pericolo, umile, senza iattanza, come era vissuto. Forse sarebbe ancora qui tra noi, se invece della sua fronte avesse esposta quella di un suo inferiore; ma egli era un gentiluomo e da gentiluomo diede se stesso per gli altri».
Il suo corpo venne sepolto a San Pietro dell’Isonzo. Nel primo anniversario della sua morte, il testo dell’epigrafe composto dai suoi commilitoni venne pubblicato sul Bollettino Storico per la provincia di Novara, insieme alle sue ancora inedite Schede per la storia della pittura in particolare e dell’arte novarese in generale.
In suo onore, la Società Storica Novarese istituita nel 1920, bandì un premio triennale destinato al miglior studio in materia di storia novarese.
Nel 1923, in occasione del trasporto della salma di Morandi dal Cimitero di guerra di San Pietro dell’Isonzo a quello di Novara, il nuovo direttore del Bollettino Storico per la Provincia di Novara, A. Viglio, gli rese omaggio pubblicando in un fascicolo speciale di 56 pagine un saggio inedito rinvenuto tra le carte donate dalla famiglia all’Archivio del Museo, intitolato Contributo alla storia del vestire nel Medioevo.
(a cura di Eleonora Casarotti)
Bibliografia di riferimento
M. Bori, Per l’amico e collaboratore gloriosamente caduto, in «Bollettino Storico per la Provincia di Novara», IX (1915), pp. 239-241.
L. Cassani, G.B. Morandi Direttore del Museo Civico di Novara, in «Bollettino Storico per la Provincia di Novara», IX (1915), pp. 213-223.
F. Gabotto, Lo storico di Novara, in «Bollettino Storico per la Provincia di Novara», IX (1915), pp. 253-257.
A. Leone, Bibliografia, in «Bollettino Storico per la Provincia di Novara», IX (1915), pp. 249-252.
A. Lizier, G.B. Morandi, in «Bollettino Storico per la Provincia di Novara», IX (1915), pp. 258-259.
A. Massara, Il bene che dobbiamo a G.B. Morandi, in «Bollettino Storico per la Provincia di Novara», IX (1915), pp. 224-238.
Necrologi – Giambattista Morandi, in «Bollettino della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti», n.3, 1917, pp. 57-58.
Notiziario, in «Bollettino Storico per la Provincia di Novara», X (1916), p.77.
M.C. Uglietti, Ricerca, studi e conservazione nell’archeologia locale degli ultimi cento anni, in Museo Novarese: documenti, studi e progetti per una nuova immagine delle collezioni civiche, a cura di M.L. Gavazzoli Tomea, Novara 1987, pp. 43-49.
A. Viglio, Ricordando, in «Bollettino Storico per la Provincia di Novara», IX (1915), pp. 165-168.
A. Viglio, G.B. Morandi (Il carattere e la vita), in «Bollettino Storico per la Provincia di Novara», IX (1915), pp. 169-180.
A. Viglio, Carte manoscritte di G.B. Morandi, in «Bollettino Storico per la Provincia di Novara», IX (1915), pp. 242-248.
Fonti
Archivio di Stato di Novara, Fondo Manoscritti Biblioteca Civica, busta 79, Carte, 1 Morandi
Archivio di Stato di Novara, Fondo Manoscritti Biblioteca Civica, busta 80, Carte, 2 Morandi
Archivio di Stato di Novara, Fondo Manoscritti Biblioteca Civica, busta 103, Regio Ispettorato ai Monumenti
Archivio dei Musei Civici di Novara, Archivio Vecchie Pratiche, Cartella 64, Dott. Luigi Balzari, Castelletto Ticino
Archivio dei Musei Civici di Novara, Archivio Vecchie Pratiche, Cartella 64, Sovraintendenza di Torino – Tesoro di Ponzana
Archivio dei Musei Civici di Novara, Archivio Vecchie Pratiche, Cartella 79, Scavi
Archivio dei Musei Civici di Novara, Archivio Vecchie Pratiche, Cartella 96, Museo Patrio Novarese
Archivio dei Musei Civici di Novara, Archivio Vecchie Pratiche, Cartella 123, Musei – Museo Civico e Archivio Storico - Regolamento