Museo Archeologico di Novara

Bartolomeo Zanetta

Bartolomeo Zanetta

Notaio, storico, ricercatore, collezionista

Maggiora — 1887

«Altri quattro cippi eguali od are di granito furono scoperti nell’anno 1859 […]. Devesi la loro conservazione alla solerte cura dell’attuale zelantissimo Segretario Comunale Notaio Bartolomeo Zanetta, del lustro di questo paese amantissimo»

(G. Ravizza, Memorie Storiche di Suno, 1872)

«Per voi ed amici della vostra tempra vi sono corpo ed anima, né voglio ringraziamenti: per quanto posso fare lo faccio spontaneamente e con soddisfazione, senzaché mi vi spinga interesse od ambizione di sorta.
Pel mio Museo ho interessati quanti ho potuto e voi lo sapete, perché a voi principalmente ho fatto fare dei sacrifizi»

(Lettera del notaio B. Zanetta a G. Ravizza, 15 agosto 1877)

Biografia

Il notaio Bartolomeo Zanetta, nativo di Maggiora, fu segretario comunale a Suno dal 1867 al 1887. Sebbene la sua figura sia poco conosciuta, egli affiancò con impegno e passione Giuseppe Ravizza nella tutela delle antichità e nella gestione del Museo Patrio locale.

Per tracciare un suo breve ritratto, le poche notizie biografiche a nostra disposizione provengono da un articolo pubblicato dalla figlia Erminia sulle pagine del Bollettino Storico per la Provincia di Novara nel 1935. L’attività del notaio a favore del Museo di Suno è invece testimoniata dagli incartamenti donati dai figli al Museo civico novarese nel novembre 1935 ed ora conservati nel Fondo Manoscritti Biblioteca Civica dell’Archivio di Stato di Novara. Tra queste carte, si conservano anche cinque lettere autografe di Theodor Mommsen, gelosamente custodite da Bartolomeo Zanetta, che attestano la collaborazione del notaio e di Ravizza alla compilazione delle pagine del Corpus Inscriptionum Latinarum dedicate alle epigrafi di Suno.

Durante la giovinezza, Bartolomeo Zanetta fu giornalista, convinto sostenitore di Mazzini e Garibaldi: un brevetto testimonia che partecipò alle campagne militari del 1860-1861.

Quando giunse a Suno nel 1867 come segretario comunale, i lavori presso l’antica pieve di San Genesio erano già avviati da oltre vent’anni. Zanetta si interessò subito alla tutela dei manufatti emersi e propose l’avvio di scavi sistematici finanziati dal Comune. Fu il notaio, per conoscenza personale, ad informare dei ritrovamenti epigrafici il cavaliere Giuseppe Ravizza, il quale diede avvio allo studio sistematico delle lapidi di Suno. A sua volta, verosimilmente, Ravizza segnalò i manufatti all’illustre Theodor Mommsen: entrambi erano, infatti, membri della Commissione Archeologica costituita nel 1871 dall’amministrazione municipale di Novara per la sistemazione del lapidario della Canonica.

Nel 1872 venne pubblicato il volume di Ravizza Memorie storiche di Suno, che presentava il primo gruppo di lapidi rinvenute. In questa occasione Zanetta, in qualità di notaio, rogò i testimoniali di Stato sulle feste che si erano svolte e sull’inaugurazione della prima esposizione delle antichità locali, collocate temporaneamente presso la chiesa di San Michele. Grazie all’instancabile sodalizio fra Zanetta e Ravizza, il piccolo comune di Suno era stato dotato in poco tempo del primo nucleo del Museo Patrio.

Con il trasferimento di Ravizza a Livorno nel 1873, Zanetta iniziò a gestire sia i rapporti con le istituzioni locali sia i frequenti scambi epistolari con studiosi ed eruditi, interessati ai nuovi manufatti che andavano ad arricchire il Museo. Nel 1875, infatti, Ravizza e Zanetta avevano convinto il Comune di Suno a intraprendere una nuova campagna di scavi e, parallelamente, il Museo era stato trasferito presso la casa comunale; in quell’occasione Zanetta ne aveva curato allestimento e didascalie. Nel 1876 inviò personalmente a Theodor Mommsen i calchi delle epigrafi recentemente scoperte, in modo che potessero figurare nel volume del Corpus in pubblicazione. Inoltre, comunicava tempestivamente tutti i nuovi ritrovamenti a Ravizza, con il quale collaborò attivamente nella stesura del primo Catalogo del Museo, edito nel 1877.

Attraverso i ricordi della figlia e la corrispondenza con Ravizza, emerge un vivo interesse del notaio Zanetta per il collezionismo di oggetti antichi. Nel suo studio conservava materiale di scavo come urne cinerarie, vasi lacrimatori e patere; aveva acquistato un’urna di Golasecca e la sua collezione personale comprendeva anche alcune monete medievali, vasi etruschi e romani. Si dilettava in studi storici: tra i suoi incartamenti sono conservati il manoscritto di una Cronaca del comune di Grignasco, una bolla pontificia di Benedetto XV per la chiesa di San Rocco a Civiasco e una lettera a Ravizza relativa a una traduzione in dialetto senese. Inoltre, pubblicava articoli sul giornale La Vedetta per aggiornare i lettori sulle scoperte archeologiche sunesi.

Il notaio Zanetta era solito svolgere sopralluoghi nel territorio per recuperare manufatti antichi conservati presso le cascine. Egli donò al Museo di Suno quattro cippi e un avanzo di lapide sepolcrale che aveva rinvenuto presso la casa di un contadino.

Morì il 9 ottobre 1887 e dopo la sua morte iniziò prima il declino, poi lo smembramento, del Museo di Suno. Quanto rimasto, ossia un ristretto gruppo di are, venne ceduto nel 1928 al Comune di Novara: collocate dapprima presso il Museo Lapidario della Canonica, nel 1934 furono spostate nella nuova sede dei Musei Civici del Broletto.

(a cura di Eleonora Casarotti)

Bibliografia di riferimento

G. Ravizza, Memorie storiche di Suno e dei SS. Genesii martiri, Novara 1872.

G. Ravizza, Catalogo primo del Museo Patrio di Suno ed appendice alle Memorie storiche, Novara 1877.

E. Zanetta, Il Museo storico archeologico di Suno e l’opera del notaio Bartolomeo Zanetta, in «Bollettino Storico per la Provincia di Novara», XXIX (1935), pp. 354-365.

Fonti

Archivio di Stato di Novara, Fondo Manoscritti Biblioteca Civica, Busta 102

Archivio dei Musei Civici di Novara, Archivio Vecchie Pratiche, Cartella 24, fascicolo Museo – Trapasso del Museo storico di Suno al Museo Lapidario di Novara, anno 1928

Archivio dei Musei Civici di Novara, Archivio Vecchie Pratiche, Cartella 24, fascicolo Museo – trasferimento di iscrizioni esistenti nel chiostro della canonica della cattedrale al Museo archeologico civico, anno 1934

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