Museo Archeologico di Novara
Ennio Quirino Visconti
archeologo, politico e museologo
Roma , 1751 — Parigi , 1818
Biografia
Il nome di Ennio Quirino Visconti, archeologo, museologo, umanista, profondo conoscitore dei testi e del mondo classico, è legato alle raccolte novaresi per la donazione di 96 calchi di gemme (intagli e scarabei) provenienti dalla sua collezione da parte dell’antiquario e orafo Alessandro Scavini di Intra.
La soddisfazione della Società Novarese per la piccola raccolta di elevato interesse documentario si percepisce nella lettera di ringraziamento del presidente Fassò, dove viene ribadita l’appartenenza dei calchi al notissimo erudito, attivo a Roma e a Parigi tra fine Settecento e primi dell’Ottocento. Non viene purtroppo data alcuna indicazione su come Scavini fosse entrato in possesso di quel materiale, dal momento che non è nota una presenza di Visconti sul lago Maggiore, dove visse ed operò l’orafo.
Visconti si formò a Roma, educato dal padre Giambattista Antonio, che ricopriva l’incarico di prefetto pontificio per le Antichità (succeduto a Johann Joachim Winckelmann), e lo affiancò redigendo la nota dei monumenti scoperti o acquistati, in occasione dell’allestimento del nuovo museo vaticano.
Sin da adolescente Ennio Quirino traduceva Omero e interpretava abilmente le iscrizioni antiche. Non ancora ventenne, si laureò in utroque iure alla Sapienza (1771); fu poi nominato cameriere d’onore del papa Pio VI (1775) e secondo custode della Biblioteca Vaticana (1783). In seguito, fu accolto dal principe Sigismondo Chigi come segretario, bibliotecario dei manoscritti e archivista.
Continuò a mantenere la collaborazione con il Vaticano occupandosi della redazione del catalogo illustrato del Museo Pio Clementino, di cui il primo volume uscì nel 1782 con il nome del padre, benché Ennio Quirino fosse il vero autore, mentre i successivi sei furono dati alle stampe tra il 1784 e il 1807 interamente a suo nome.
Nel 1788 fu nominato presidente antiquario dei Musei Capitolini, di cui divenne direttore nel 1790, e in questo ruolo curò la revisione della presentazione e i restauri delle opere.
Grazie anche alla frequentazione di mercanti e artisti, Visconti divenne uno dei maggiori conoscitori dell’arte antica, come provano i suoi scritti e le dottissime schede dei volumi del Museo Pio Clementino.
Visconti era vivamente interessato alla glittica, ossia l’arte dell’incisione delle pietre dure, che del resto godeva in quell’epoca di straordinaria fortuna. Dedicò a intagli, cammei e antichi incisori numerosi scritti, frutto di incarichi da parte di prestigiose personalità (ricordiamo ad esempio l’Esposizione dell’impronte di antiche gemme raccolte per uso di Sua Eccellenza il Sig. Principe D. Agostino Chigi, il Catalogo delle gemme antiche del principe polacco Stanislao Poniatowski, grande mecenate, il Museum Worsleyanum, scritto in collaborazione con il facoltoso nobile proprietario, Sir Richard Worsley, politico, studioso, collezionista, il primo viaggiatore britannico a portare a casa opere d’arte dalla Grecia).
Negli anni 1797-99 Visconti aderì alle idee libertarie e repubblicane francesi; quando lo Stato Pontificio fu occupato dal generale Louis-Alexandre Berthier, ricoprì le funzioni di ministro dell’Interno e di console della proclamata Repubblica Romana. Nel 1799, al momento della destituzione della Repubblica con l’intervento delle truppe borboniche che ripristinarono lo Stato Pontificio, si trasferì in Francia come rifugiato politico.
Da allora visse e operò a Parigi, diventando cittadino francese. Fu nominato surveillant des antiques del Musée central des arts, dove organizzò le sale della Galerie des antiques e redasse la Notice des Statues, Bustes et Basreliefs. Gli si devono anche le schede sulle antichità dei volumi del Musée Français, poi Description des antiques du Musée Royal, pubblicato a Parigi (1803-1812; 1817).
Napoleone Bonaparte ebbe per Visconti una grandissima stima. Lo incaricò di comporre una storia del mondo antico greco-romano fondata sulle iconografie degli uomini illustri, Iconographie ancienne ou Recueil des portraits authentiques des empereurs, rois et hommes illustres de l’Antiquité, suddivisa in vari tomi dedicati all’Iconographie grecque e all’Iconographie romaine (di cui compose il primo tomo). E a consacrare la sua gloria europea venne l’expertise sui fregi del Partenone, acquistati dal British Museum nel 1816.
Si dedicò allo studio fino a pochi giorni prima della morte, che avvenne il 7 febbraio 1818. Celebrato come un grandissimo savant, insignito della Légion d’honneur e del titolo di chevalier de l’Empire, Visconti riposa nel cimitero parigino del Père-Lachaise, con un monumento disegnato dal figlio minore Ludovico, mentre l’epitaffio si deve al primogenito Sigismondo.
(a cura di Gabriella Tassinari)
Bibliografia di riferimento
Sulla figura di E.Q. Visconti:
Checchetelli G., Vita di Ennio Quirino Visconti, in Vite e Ritratti d’illustri italiani, Roma 1842-1845.
Gallo D., Visconti, Ennio Quirino, in Dictionnaire critique des historiens de l’art actifs en France de la Révolution à la Première guerre mondiale, a cura di Ph. Sénéchal - C. Barbillon, Parigi, 2009.
Gallo D., Visconti, Ennio Quirino, in Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 99, 2020.(ivi ampia bibliografia del V. e su di lui)
Sulla sua attività nell’ambito della glittica:
Opere varie italiane e francesi di Ennio Quirino Visconti raccolte e pubblicate per cura del dottor Giovanni Labus, Milano 1827-31, 4 volumi.
Knüppel H.C., Daktyliotheken. Konzepte einer historischen Publikationsform, Stendaler Winckelmann- Forschungen, Band 8, herausgegeben von M. Kunze (Winckelmann-Gesellschaft Stendal), Mainz 2009, ad indicem.
Tassinari G., La Descrizione di dugento gemme antiche di Federico Dolce a Trieste, in Atti dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste 2006-2010, n. 22, pp. 441-448.
Tassinari G., Joseph Eckhel e le gemme, antiche e ‘moderne’, in B. Woytek – D. Williams (a cura di), Ars Critica Numaria. Joseph Eckhel (1737–1798) and the Transformation of Ancient Numismatics (Österreichische Akademie der Wissenschaften, Philosophisch-historische Klasse, Denkschriften, 541, Veröffentlichungen zur Numismatik, 66), Wien 2022, pp. 299-372. (https://austriaca.at/8774-5inhalt?frames=yes)