Museo Archeologico di Novara
Le necropoli di Lortallo d’Ameno
Le necropoli di Lortallo d’Ameno
Scoperte fortuite effettuate nel 1915 durante i lavori per l’ampliamento della strada da Ameno a Bolzano Novarese consentirono l’individuazione di alcune tombe preromane. Le ricerche organizzate negli anni successive, dirette da Pietro Barocelli prima e da Giulio Decio successivamente, portarono alla luce oltre 140 sepolture, per lo più inquadrabili nell’ambito della Cultura di Golasecca, benché alcuni ritrovamenti sporadici siano di epoca galloromana e romana. Le tombe, a incinerazione indiretta, sono caratterizzate dalla deposizione delle ossa del defunto, degli oggetti personali e delle ceneri del rogo funerario entro un’urna, deposta in un pozzetto o una cassetta litica con un modesto corredo. Le diverse aree archeologiche di Lortallo, denominate “sepolcreti”, vennero indicate dagli scopritori con lettere dell’alfabeto, inserendo nell’elenco anche i siti di precedenti ritrovamenti casuali.
Ameno A. Il 22 luglio 1915, in località Lortallino, durante i lavori di sterro della strada da Bolzano ad Ameno, vennero individuate due sepolture (A 1 – A 2). Nell’estate 1936, a seguito del ritrovamento fortuito di una nuova tomba (A 140), il Decio condusse nuovi scavi, individuando altre tre sepolture (A 141 – A 143). I materiali individuati sono databili dal Golasecca I C al II A.
Ameno B. Nel 1916 in località Lortallo vennero scoperte casualmente due sepolture (B 3 – B 4). Gli scavi condotti dal Barocelli nel 1917 e nel 1920 consentirono il ritrovamento di altre 42 sepolture a pozzetto difese da lastre litiche, contornate e coperte da strutture, lastricati e muretti in pietra a secco (B 3 – B 46). Ad Ameno B le sepolture con sovracoperture rappresentano un’alta percentuale delle deposizioni e non sono collegabili a corredi di particolare importanza, ma presentano un’interessante analogia con quelle delle necropoli di Minusio, Solduno e Mesocco nel Canton Ticino, dove è certa la relazione tra la loro forma e il sesso del defunto, con l’utilizzo di lastricati circolari per le sepolture maschili e rettangolari per quelle femminili. La necropoli Ameno B fu utilizzata dal Golasecca I C al II A-B.
Ameno C. Nel 1923 a Lortallo, nel parco della villa Broglio, vicino alla cascina Pasquirolo, furono rinvenuti casualmente alcuni frammenti fittili romani e, poco distante, una tomba a cremazione contenente una moneta imperiale corrosa di medio bronzo, di età augustea. Nel 1926, nella stessa località furono scoperti i resti di un muretto con materiali gallo romani. I ritrovamenti non furono numerati.
Ameno D. Nel 1899 a Lortallo, costruendosi una fabbrica di proprietà Decio, erano venuti alla luce in terreno rimescolato di carboni vari oggetti di età gallo romana. Nel settembre 1919 nello stesso luogo nuovi lavori portarono alla luce altri frammenti fittili di età romana.
Ameno E. La prima tomba rinvenuta ad Ameno (E 47) fu individuata alle falde occidentali del monte Mesma il 10 giugno 1915 durante lo sterro per l’ampliamento della strada campestre destinata a divenire la carrozzabile per Bolzano. Barocelli, recatosi sul luogo per accertamenti, notò le tracce di manomissione di altre tombe, di cui si rinvenne “una quantità grandissima di frammenti fittili, misti ad ossa combuste e a scarsissime tracce di oggetti di bronzo”. Saggi di scavo condotti da Barocelli e da Decio nel 1922-23 a nord della strada consentirono l’individuazione di altre sepolture (E 48 – E 63), con abbondante corredo ceramico e con alcune sovrastrutture di pietra. L’area appariva disturbata da interventi di epoca romana (furono rinvenuti tegole e mattoni frammisti a cumuli di pietrame), mentre la necropoli sembrava esaurirsi sul bordo di un’antica torbiera. Le tombe si inquadrano principalmente nella fase Golasecca I C.
Ameno F. I primi scavi nella zona del sepolcreto F, a breve distanza da Ameno E, vennero eseguiti all’inizio del 1928. In quell’anno, necessitando di pietre da costruzione, Decio fece eseguire dei lavori in un suo campo ai piedi del Mesma, dove emergevano i resti di un muricciolo in pietra, rinvenendo alcune tombe della prima età del ferro e gallo romane. Gli scavi si protrassero a varie riprese fino al 1936 portando alla luce numerose sepolture (F 64-138). La necropoli “F” di Ameno, la più antica tra quelle individuate ad Ameno è una delle più importanti per lo studio degli inizi dell’Età del Ferro nell’ambito della Cultura di Golasecca. Caratteristiche di questa necropoli sono le urne cinerarie biconiche o biconico ovoidi con decorazione realizzata a falsa cordicella e coppie di bugnette sulla massima espansione e le urne ovoidi con decorazione a riquadri metopali con motivi geometrici o figurati. Questi ultimi, rari nell’ambito della cultura golasecchiana che predilige la decorazione geometrica, rappresentano figure stilizzate di quadrupedi, generalmente interpretate come equini. La necropoli F fu utilizzata per diversi secoli. Benché la fase di maggior frequentazione di Ameno F sia il Golasecca I A1, con alcune urne forse attribuibili alla fine del Protogolasecca, non mancano tombe isolate più recenti, fino al G. II B e all’epoca gallo romana.
Monte Mesma. Giulio Decio condusse anche saggi di scavo sulle pendici del monte Mesma, nel recinto del convento francescano dove erano stati rinvenuti frammenti laterizi di epoca romana. Le ricerche portarono all’individuazione, in vari punti, di frammenti di ceramica domestica protostorica in giacitura secondaria, fibule di bronzo e resti di fittili di età gallo romana. Queste scoperte indussero Decio ad ipotizzare la presenza di un abitato protostorico sulla ben munita sommità del monte Mesma, da cui si domina facilmente il territorio circostante.
(a cura di Andrea Del Duca)
Bibliografia di riferimento
P. Barocelli, Notizie di scavi d’antichità, a. 1918, fasc. 4-5-6, pag.84.
P. Barocelli, Tombe preromane scoperte nella frazione di Lortallo. Necropoli romana della Costa Grande (Galliate). Necropoli di età romana a Zoverallo, in Bollettino Storico della Provincia di Novara, XIII, 1919, fasc. IV, pp. 257-9.
P. Barocelli, Sepolcreti della prima età del Ferro scoperti nel Novarese, in Bullettino di Paletnologia Italiana, 1924, pp.150-153.
P. Barocelli, Sepolcreti della prima età del Ferro scoperti nel Novarese, in Bollettino Storico della Provincia di Novara, XIX, 1925, pp. 174-8.
P. Barocelli, Sepolcreti novaresi della prima età del ferro. Contributo alla conoscenza della “Civiltà di Golasecca” (I), in Bullettino di Paletnologia Italiana, a. XLVI, 1926, p.175-194.
P. Barocelli, Repertorio dei ritrovamenti e scavi di antichità preromane avvenuti in Piemonte e Liguria, in Atti della Società Piemontese di Archeologia, vol. X, fasc.3, 1926, pp.357-421.
P. Barocelli, I sepolcreti preromani di Ameno: contributo alla conoscenza della “Civiltà di Golasecca” in Piemonte, in Atti della Società Piemontese di Archeologia, vol. XI, 1927, fasc. 1, pp. 1-60.
P. Barocelli, Sepolcreti novaresi della prima età del ferro. Contributo alla conoscenza della “Civiltà di Golasecca” (II), in Bullettino di Paletnologia Italiana, a. XLVII, 1927, pp. 64-92.
P. Barocelli, Sepolcreti novaresi della prima età del ferro. Contributo alla conoscenza della “Civiltà di Golasecca” (III), in Bullettino di Paletnologia Italiana, LV, 1935, pp. 145-226.
A. Del Duca, La necropoli “F” di Ameno (Novara). Risultati della revisione dei materiali, in Notizie Archeologiche Bergomensi, 2000, n. 6 (1998), pp. 75-107.
A. Del Duca, Le strutture funerarie a carattere monumentale nell’area occidentale della cultura di Golasecca, in AAVV, La birra e il fiume, Torino, 2001, pp. 133-140.