Museo Archeologico di Novara
Rinvenimenti longobardi
Rinvenimenti longobardi a Borgo Vercelli
Nel corso degli ultimi decenni del XIX secolo si iniziano a documentare i primi rinvenimenti archeologici che, sulla base di criteri formali e comparativi, possono essere attribuiti con ragionevole certezza a contesti insediativi o funerari di popolazioni barbariche. Tra questi, particolare rilievo assume la scoperta, avvenuta nel 1880 nel territorio comunale di Borgo Vercelli, di due nuclei cimiteriali riferibili all’ambito longobardo. Tale rinvenimento si colloca cronologicamente in seguito a una scoperta isolata, datata 1877.
I due complessi sepolcrali risultano topograficamente distinti ma contigui: il primo individuato nei pressi del forte spagnolo “Sandoval”, in un’area denominata “le ghiaie”, lungo il corso del fiume Sesia; il secondo in località Rescalla. La notizia del ritrovamento suscitò immediatamente l’interesse degli studiosi locali, tra cui si segnalano Pietro Caire e Antonio Rusconi, tra i primi a diffonderne le informazioni attraverso contributi a stampa pubblicati poco dopo la scoperta.
Le fonti ottocentesche disponibili, tuttavia, presentano una certa eterogeneità nella documentazione: non concordano né sul numero complessivo delle sepolture — rimasto imprecisato per la località Rescalla e oscillante, per il nucleo di “le ghiaie”, tra le 14 e le 20 unità — né sulla composizione puntuale dei corredi funerari, per i quali non è stato possibile ricostruire con certezza l’associazione tra i materiali e i singoli contesti tombali.
I resoconti redatti all’epoca della scoperta forniscono informazioni sulle strutture delle tombe individuate presso “le ghiaie”, descrivendo casse realizzate con laterizi romani di recupero – una tipologia ben attestata nel territorio in età longobarda. Il Rusconi precisa che alcune sepolture erano chiuse “da lastre di granito e di marmo così detto bardiglio”
I reperti attribuibili con sicurezza al sito risultano oggi suddivisi tra le collezioni civiche del Comune di Novara — dove è conservato il nucleo più consistente — il Comune di Borgo Vercelli e il Museo Leone di Vercelli. La maggior parte di tali materiali appare riferibile a individui di sesso maschile, come evidenziato dalla presenza di armamenti e di numerosi elementi pertinenti alla cintura.
È documentata, inoltre, la presenza di vasellame ceramico attribuibile alla cosiddetta ceramica longobarda, una tipologia produttiva caratteristica della fase pannonica e diffusa nella penisola italiana in seguito alla migrazione longobarda del 568. Questa produzione, ampiamente attestata in contesti funerari, si estingue entro i primi decenni del VII secolo. Nel sito di Borgo Vercelli sono stati identificati circa venti esemplari riferibili a tale classe ceramica.
La presenza di questi manufatti, unitamente ad altri reperti significativi — tra cui si segnalano esemplari di kurzsax, lunghi coltelli a un solo filo di circa 40 cm, distinti dalle spade per la minore lunghezza e la morfologia della lama — consente di ipotizzare uno stanziamento riconducibile alle fasi iniziali della presenza longobarda in Italia. In particolare, è verosimile che si trattasse di un presidio insediato lungo l’asse viario Mediolanum–Novaria–Vercellae, in corrispondenza di un punto di guado sul fiume Sesia, situato tra le città di Novara e Vercelli, entrambe occupate nel medesimo arco cronologico.
(a cura di Francesca Garanzini)
Bibliografia di riferimento
Aguggia M. 1986, Materiale longobardo in Piemonte: la necropoli di Borgovercelli, in “Bollettino Storico per la Provincia di Novara”, LXXVII, pp. 47 – 110.
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Caire P. 1883, Scoperte nel Novarese, in “Atti della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti”, IV, pp. 311-316.
Rotili M. 1987, Necropoli di Borgo Vercelli, in Museo Novarese. Documenti, studi, progetti per una nuova immagine delle collezioni civiche, a cura di M. L. Tomea Gavazzoli, Novara, pp. 123-141.
Rotili M. 2014, Due casi a confronto: Borgo Vercelli e Benevento, in “Necropoli longobarde in Italia. Indirizzi della ricerca e nuovi dati”, Atti del Convegno internazionale (Trento, 26-28 settembre 2011), a cura di E. Possenti, Trento, pp. 417-444.
Rusconi A. 1882, Scoperte archeologiche nel Novarese, in “Notizie degli Scavi di Antichità”. pp. 125-126.