Museo Archeologico di Novara
Le donazioni
Le donazioni: la necropoli di San Giorgio di Pombia
Nel febbraio del 1883, il Registro doni annota l’acquisizione di un “grande donativo” da parte dell’ingegner Luigi Balzari di Pombia. I materiali sono indicati come “scavati a Pombia, località S. Giorgio”. La località citata, sede di una cascina con un vasto terreno agricolo e di una chiesa, fu interessata da rinvenimenti fortuiti a partire dal 1876, a seguito di lavori agricoli, e successivamente da veri e propri scavi condotti per volontà dell’ingegnere, membro della Società Archeologica e appassionato cultore di antichità.
Sfortunatamente, non fu applicato alcun metodo scientifico nel recupero dei materiali, per i quali non si dispone di dati relativi alla giacitura, alla tipologia delle sepolture, né tanto meno alla composizione dei corredi. Lo stesso Registro doni si limita a citare solo alcuni dei reperti: quattordici monete romane, di cui alcune sono attribuite ad Augusto, Tiberio, Vespasiano, Domiziano, Traiano e Gordiano III; un “anello a teste di serpi”; uno specchio romano con manico, una lucerna fittile con maschera “antica”. Anche nella corrispondenza del Museo Patrio non si reperiscono ulteriori dettagli, poiché la lettera di ringraziamento a Balzari per il generoso donativo reca solo generiche espressioni di gratitudine: “per il munifico atto di deferenza e liberalità che volle compiere coll’offrire al nostro Museo patrio la completa collezione degli oggetti scavati nella necropoli di S. Giorgio”.
Qualche informazione viene riportata da Antonio Rusconi che nel 1877 fece un sopralluogo allo scavo in corso, annotando che le sepolture erano “urne coperte da laterizi, con ceneri raccolte in un piatto, moneta sul fondo e corredo d’offerta a lato” e ancora da Filippo Ponti, che, con maggiori dettagli registra “Dissodandosi un gerbido a mezza costa della sponda destra del fiume, a pochi metri appena sopra la massima piena delle sue acque, tornarono in luce alcune tombe di tegoloni, appartenenti a una necropoli della quale ulteriori ricerche non hanno ancora determinato la precisa configurazione”.
Le collezioni civiche novaresi annoverano in tutto ottantacinque reperti dalla necropoli di San Giorgio di Pombia, tra cui si riconoscono agevolmente solo i pochi oggetti descritti nel Registro doni: l’anello in argento a castone romboidale decorato a incisioni, lo specchio con manico, la lucerna a volute con decorazione a matrice di una maschera e una cornucopia. Non è invece stato possibile individuare le monete provenienti da questo sito tra le migliaia confluite nel tempo nel monetiere novarese. Tuttavia le attribuzioni numismatiche registrate, da cui si deduce una frequentazione della necropoli dal I al III secolo d.C., concordano in parte con quanto si può ricavare dall’abbondante vasellame ceramico. Mentre le prime fasi di frequentazione sono precedenti l’età augustea e collocabili nella tarda età del Ferro, a partire dal II secolo a C., la parte più consistente di reperti è databile infatti al pieno I secolo d.C. e agli inizi del successivo: oltre alla lucerna già citata, sono presenti patere (piatti) in terra sigillata padana, vari tipi di olpi (brocche) in ceramica comune, bicchieri e coppette a pareti sottili. Alcune grandi olle, tegami e coppe in ceramica d’uso comune si inquadrano infine nella piena e tarda età imperiale romana.
(a cura di Elena Poletti Ecclesia)
Bibliografia di riferimento
Filippo Ponti, I Romani ed i loro precursori sulle rive del Verbano, nell'alto novarese e nell'agro varesiano: Ricerche archeologiche, esplorazioni e scavi, Tipografia intrese, Intra, 1896.
Museo Novarese. Documenti studi e progetti per una nuova immagine delle collezioni civiche, a cura di M.L. Tomea Gavazzoli, Novara 1987.