Museo Archeologico di Novara
La passione per i vetri
Acquisizioni dal novarese e dalla Lomellina
Fin dagli esordi, i promotori delle collezioni civiche archeologiche di Novara riservarono un’attenzione specifica agli oggetti in vetro, evidentemente apprezzati per le qualità estetiche e in generale per il fascino esercitato sugli osservatori, come si percepisce da una relazione di Antonio Rusconi del 1877: “Non meno preziosi sono i doni pervenuti al museo da due generosi lomellini, il cav. Giacomo Nigra da Sartirana, ed il causidico Luigi Natale da Vigevano. Il primo fe’ dono anzitutto di due verghe vitree formate da due cordoncini attortigliati su sé stessi, e finienti alle due estremità a modo di sigillo liscio. I due cordoncini essendo di colore diverso, l’effetto ne riesce mirabile…”.
Le collezioni civiche annoverano in effetti sei bastoncini vitrei del tipo descritto: oltre ai due da Sartirana citati da Rusconi come dono del cavalier Giacomo Nigra nel 1877, altri tre da Semiana “trovati un metro e 20 sotterra” dall’ing. Pietro Massazza di Mede Lomellina (PV) e donati nel 1875, mentre un sesto bastoncino è dono del parroco di Olengo (frazione di Novara), don Bordiga, che lo rinvenne nel 1878 insieme a uno specchio rettangolare; provenienti, secondo quanto riportato dal Registro doni “da sepolcro femminile”.
La pertinenza femminile di questo tipo di manufatti è sottolineata dallo stesso Rusconi nella sua relazione, dove si dilunga in una digressione sul loro uso e significato, temi ancora oggi controversi.
Una parte significativa dei reperti vitrei delle collezioni civiche novaresi (bastoncini, balsamari, coppe, bottiglie e un’anforetta) proviene certamente dalla vicina Lomellina, nota per la ricchezza di questi materiali oltre che probabile luogo di produzione, mediante lo sfruttamento delle sabbie del Ticino. Le proprietà del “sabulum album in Ticiniensi”, idonea alla produzione di vetro, erano infatti note fin dal I secolo d.C., come attesta un noto passo di Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, libro XVII, 3, 25).
Tra il vasellame da tavola in vetro presente nelle collezioni civiche prevalgono le coppe costolate, ottenute mediante soffiatura entro stampo, con diverse provenienze: Mede Lomellina (PV); un ritrovamento sporadico in regione Fontanella di Borgo Vercelli (VC), dono del geom. Felice Sarazzi; una “tazza di vetro antico (…) trovata in urna mortuaria nell’anno 1869” a Sologno, regione Merla, poi conferita al Museo dal socio Francesco Faà; infine Trecate, regione Pergate. In particolare quest’ultimo esemplare fu rinvenuto insieme a vari altri reperti di prima età imperiale dal geom. Carlo Quaglino, segretario del locale consorzio agrario, che fece dono dei manufatti al Museo nel 1877.
Nonostante la maggior parte degli oggetti in vetro sia confluita nella collezione senza indicazioni sulle circostanze del ritrovamento, costituisce una significativa eccezione il caso di due coppie di reperti provenienti da Ghemme, per le quali sono note importanti informazioni sul contesto di provenienza. Nel 1876 il sig. Demarchi donò un corredo funerario, rinvenuto in regione Vallere, costituito da due coppe in vetro e uno specchio deposti entro una struttura a cassa formata da mattoni sesquipedali. Le coppe sovrapposte fungevano da cinerario e in esse le ossa combuste del defunto erano avvolte in una tela di cui si sono conservate le impronte sul recipiente che le accoglieva.
Nel 1882 invece il sig. Pietro Crespi consegnò un corredo rinvenuto nel proprio giardino situato lungo la Roggia Mora: un’olla in vetro fungeva da cinerario e un piatto, sempre in vetro, da coperchio, mentre un’olpe e un balsamario completavano la dotazione del defunto.
(a cura di Elena Poletti Ecclesia)
Bibliografia di riferimento
Uglietti M.C. 1980. Due corredi funerari di età romana da Ghemme, in Studi di Archeologia dedicati a Piero Barocelli, Torino, pp. 273-280.
Museo Novarese. Documenti studi e progetti per una nuova immagine delle collezioni civiche, a cura di M.L. Tomea Gavazzoli, Novara 1987.
Vitrum 2021. Vitrum Dalla sabbia alla luce. Scienza, storia e arte del vetro dalla scoperta ai nostri giorni, Guida alla mostra. Ivrea, Museo Civico P. Garda, a cura di A. Deodato, P. Mantovani, S. Ratto, Viareggio 2021.
Spagnolo Garzoli G., I rinvenimenti otto e novecenteschi. Un contributo per una ricostruzione complessa, in Fara dall’età romana all’alto medioevo. Una strada l’insediamento le necropoli, a cura di Giuseppina Spagnolo Garzoli, Novara, 2021, pp. 13-21.