Museo Archeologico di Novara

Storia delle collezioni: Sezione IV

Gli esordi del collezionismo archeologico e numismatico

Pietro Caire

La prima raccolta di antichità a Novara fu organizzata presso la Biblioteca Civica, che - istituita nel 1852 - accolse donazioni di reperti numismatici e archeologici, tra cui “vasi e stoviglie etruschi e romani, nella massima parte raccolti nelle vicinanze della città”, elargiti nel 1863 dal cavalier Pietro Caire, medico chirurgo e appassionato studioso di monete, medaglie e sigilli novaresi.

In seguito Pietro Caire si unì ai soci fondatori della Società Archeologica Novarese pel Museo Patrio, a cui contribuì, non solo attraverso nuove donazioni di monete, medaglie e reperti, ma anche mettendo a disposizione le sue conoscenze nei settori della numismatica e della sfragistica.

La raccolta archeologica donata alla Biblioteca confluì quindi nel 1886 nel Museo Patrio della Società Archeologica Novarese. L’insieme, composto da 34 oggetti, è inserito nel Registro doni, in alcuni casi con riferimenti alle origini esotiche dei reperti (“vasetto greco, coppe greche…”), in altri casi senza alcun tipo di indicazione, tranne una generica provenienza novarese.

L’assenza di dati di rinvenimento causerà in seguito un’identificazione erronea dei reperti donati da Pietro Caire con quelli scoperti casualmente nel 1848 in Largo Bellini, al limite sud del centro storico di Novara. Tale attribuzione, del tutto infondata per una serie di materiali di chiara provenienza dal centro e sud Italia, non può essere accolta nemmeno per la serie di manufatti di età romana di probabile produzione locale, tra cui si annoverano anche alcune lucerne e vasellame in vetro, di cui non è tuttavia nota la provenienza precisa.
Proprio per questo appare significativo ricordare una coppa in ceramica d’uso comune di età romana, che conserva incollata sul fondo l’etichetta autografa del donatore che riporta: “ritrovato in Sobborgo St. Agabio, regione Vigne nell’inter(…) Romanzani Gaspare”.

I reperti donati da Pietro Caire ben rappresentano i suoi interessi e anche l’abitudine di reperire beni sul mercato antiquario, spesso nel corso dei suoi viaggi. Il Registro doni del Museo annota, ad esempio, che in occasione di una visita a Roma comprò “un pezzo di marmo delle terme di Caracalla” poi donato al Museo.

Una categoria privilegiata nella ‘collezione Caire’ è costituita senz’altro dalle lucerne romane, forse in ragione della presenza frequente di “marchi di fabbrica”, considerato l’interesse di Pietro Caire per lo studio del messaggio scritto sui manufatti antichi, come appare evidente anche dai suoi già ricordati interessi in ambito numismatico e sfragistico. Infatti fu non solo donatore di pubblicazioni specialistiche in questi campi, ma addirittura pubblicò nel 1882 un importante studio sui sigilli novaresi (Numismatica e sfragistica novarese), destinato a rimanere per oltre un secolo l’unico contributo a stampa su questa materia.

(a cura di Elena Poletti Ecclesia)

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